Ho appena finito di vedere la puntata di Anno Zero condotta da Santoro: tra i vari ospiti il Prof. Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica.
Le sue risposte alle varie domande dello studio e del conduttore sono state semplici e ben focalizzate, sostanzialmente ha cercato di comunicare un messaggio ben preciso nonostante si saltasse da un argomento all'altro con fin troppa facilità. Ciò che è emerso dall'intervento di Rubbia è probabilmente quello che molti di noi (se non praticamente tutti) pensano. Ammetto che sentir dire proprio quello che avrei voluto, una volta tanto, è stato piacevole.
Sul problema dell'energia in Italia e sulla possibile soluzione incentrata sull'impiego del Nucleare ha detto:
- "In un paese come l'Italia, investire in una centrale nucleare significa bloccare svariati milioni di euro per ALMENO 10 anni (invece dei 5 che mediamente ci mettono altri paesi per costruire un impianto). Serve poi aspettare 30-40 anni per recuperare l'investimento. Non c'è nessuno che ci metterebbe una lira a queste condizioni. Inoltre il problema delle scorie nucleari è assolutamente rilevante, la situazione campana dei rifiuti non lascia presagire buone possibilità di gestire una questione così delicata. Tralatro è stato recentemente BOCCIATO un progetto di ricerca e sviluppo di un processo adeguato di combustione di questo tipo di scorie."
-"Non c'è solo il Nucleare, ci sono la Geotermia, le Biomasse e tante altre forme di energia alternativa che potrebbero essere incentivate e sviluppate. Per fare ciò SERVE INVESTIRE NELLA RICERCA E NELLO SVILUPPO. Bisogna raccogliere gente, gruppi di lavoro, pagarli per farli lavorare su queste tematiche innovative. L'Italia invece non fa altro che colare a picco nella classifica degli investimenti in R&S non solo a livello europeo ma direttamente a livello mondiale (si prenda l'India come esempio). E' necessario INVESTIRE in questi nuovi campi per cercare soluzioni innovative ed ITALIANE per potersi poi proporre sui mercati con qualcosa di nuovo ed interessante. Servono FONDI per la R&S per rilanciare il paese.
Cosa fa invece un governo appena sale? Taglia i fondi a ricerca ed università."
Sull'Universita:
- In Italia è necessario riformare profondamente l'Università, ridurne drasticamente il numero e puntare alla privatizzazione degli atenei sullo stile americano. In questo modo si instaura un meccanismo di meritocrazia, si fa ricerca ad alti livelli e si trovano gli stimoli per lavorare al massimo. (L'On. Casini propone inoltre il numero chiuso e Rubbia non sembra essere in disaccordo).
Tutti in studio apprezzano, appoggiano e banalmente annuiscono.
Dove sono Energia, Ricerca, Sviluppo nelle campagne elettorali di Berlusconi e Veltroni? Non ci sono. Si parla di tutt'altro. Invece di sbloccare un paese congelato da decenni si pensa a mettere delle toppe alla situazione economica PESSIMA degli italiani con bonus economici, incentivi, asili nido gratuiti e fantomatici tagli di tasse.
Nel mondo lo hanno oramai capito tutti che senza l'ENERGIA E L'INNOVAZIONE non si va da nessuna parte. Alla prima occasione me ne andrò da qualche altra parte anche io.
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luca_lamagna | Fri, 15/02/2008 - 22:56
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»simone_malacrida | Fri, 15/02/2008 - 09:12
Caro Luca, ho visto anche io la puntata in questione e l'ottimo intervento del prof. Rubbia (avevamo forse dubbi sulla capacità e sul merito di questa persona? no di certo...e ieri sera è stata una conferma di ciò).
In particolare, il prof. Rubbia non si è limitato a fare un'analisi dei vari problemi, ma ha proposto anche delle possibili soluzioni (cosa non di certo comune in Italia).
Con orgoglio, ho potuto vedere che le posizioni a riguardo dell'Università italiana coincidono totalmente sia con l'analisi sia con le soluzioni proposte da AIR e da altre associazioni nel position paper presentato alla Camera dei Deputati il 18 gennaio e che è disponibile al seguente indirizzo internet http://www.visionwebsite.eu/UserFiles/File/filedascaricare/PositionPaper_Universita2008.pdf
Inoltre, per quello che riguarda il settore Energia e Ricerca, ho visto un grande interesse sul fatto che questo è un elemento centrale per la nostra economia e per il nostro futuro. In particolare, l'analisi e le proposte del prof. Rubbia mi sembrano in ottimo accordo con quanto stia emergendo, sebbene ancora in stato larvale, in questo forum.
Devo dire che, vedendo la totalità impermeabilità della politica e delle istituzioni di fronte a ciò, anche a me è venuto un attimo di sconforto ed è per questo che, secondo me, la via maestra deve essere quella di un'organizzazione "dal basso" che coinvolga vasti strati della società italiana, a mio avviso molto più sensibile a questi problemi di quanto la classe dirigente fa trasparire.
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