Energia e ambiente

L'impatto ambientale degli impianti di produzione dell'energia è sicuramente uno degli aspetti fondamentali da considerare nella scelta di una tipologia di fonte energetica. Questo è ancora più significativo da quando, sotto gli evidenti effetti climatici indotti, si è deciso di limitare gli impatti ambientali in termini di emissioni di gas serra.
Un completo studio dei rapporti tra produzione dell'energia e ambiente dovrebbe prendere in considerazione i possibili effetti a livello atmosferico, del suolo e delle acque.
I combustibili fossili (carbone, legna, petrolio e gas), proprio grazie alla combustione necessaria per produrre energia, producono grandi quantità di anidride carbonica (principale gas serra) per cui un limite a queste emissioni si traduce in una minore dipendenza da queste fonti energetiche. E' ben vero che, tra questi, il gas naturale è quello che ha l'impatto minore anche considerando le minori emissioni di altre sostanze inquinanti (polveri, zolfo, piombo e metalli pesanti). D'altra parte il carbone, grazie alle ultime tecnologie, riesce ad essere meno inquinante del petrolio, soprattutto rispetto ai petroli attuali (ad alto contenuto di zolfo e/o ricavato da sabbie bituminose).
L'energia prodotta dalla fissione dell'uranio (energia nucleare) non produce alcun tipo di gas serra, anche se bisogna considerare il rischio della movimentazione di materiale radioattivo per tutta la filiera e soprattutto la presenza di scorie radioattive altamente pericolose e potenzialmente molto più inquinanti degli stessi gas.
Da questo punto di vista, le energie rinnovabili hanno il grandissimo vantaggio di non introdurre alcun inquinamento ulteriore, non avendo alcun tipo di combustione (ad esclusione dei termovalorizzatori) e non producendo alcun tipo di scorie.

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Submitted by simone_malacrida on Wed, 16/01/2008 - 12:51.

simone_malacrida | Tue, 20/05/2008 - 12:06

Molti interventi al Festival dell'Energia hanno sottolineato come il clima sia la vera sfida finale della questione energetica. Saremo in grado di rinunciare alle fonti fossili (carbone, gas e petrolio) non perché costeranno troppo o perchè si esauriranno ma perchè la loro combustione porta a cambiamenti climatici non desiderati? Anche se ci fossero 20 trilioni di barili di petrolio come riserva mondiale, è realistico pensare che non le bruceremo per salvaguardare il nostro pianeta?


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simone_malacrida | Wed, 16/01/2008 - 12:52

Un interessante sito sul quale si possono trovare notizie riguardanti l'energia e l'ambiente è http://www.energy.eu
Da consultare la parte relativa all'attuazione del protocollo di Kyoto e l'arretratezza del sistema Italia.

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simone_malacrida | Wed, 16/01/2008 - 12:52

Nel corso degli ultimi 30 anni, la produzione di anidride carbonica mondiale è passato da 15,6 milioni di tonnellate annue a 26,6 milioni di tonnellate annue.
La percentuale delle emissioni è passata da petrolio 50.7%, carbone 35%, gas 14.5% a petrolio 40%, carbone 40%, gas 20% principalmente per la diversa distribuzione delle fonti energetiche utilizzate.
A livello di paesi, la Cina è passata dal 6% al 18% delle emissioni mondiali, il Medio Oriente dall'1% al 4.5%, l'Africa dal 2% al 3%, il Sudamerica dal 2.7% al 3.4%, l'Asia (esclusa la Cina e il Giappone) dal 3% al 9.5%, il blocco ex-sovietico dal 16% al 10%, mentre Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia e Europa Occidentale dal 66% al 48%.

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