Petrolio

Dai dati 2006 della IEA (International Energy Agency) emerge come il petrolio abbia perso negli ultimi 30 anni più del 10% nella produzione generale di energia a livello mondiale (passando dal 45% nel 1973 al 34,3% nel 2004), principalmente a favore del gas naturale.La percentuale di perdita aumenta al 13% nel caso si consideri il petrolio come fonte di combustibile e non come fonte per produrre energia elettrica.Nonostante ciò, l’estrazione, la produzione e la raffinazione di petrolio sono aumentate in termini assoluti in quanto il fabbisogno totale di energia si è sostanzialmente raddoppiato.La perdita di quote di mercato del petrolio è destinata a continuare anche nei prossimi anni benché si possa ancora aumentare la produzione. In pratica, l’aumento della produzione di petrolio non è sufficiente a coprire i fabbisogni energetici mondiali.Questo lo si può capire sia dalla drastica diminuzione delle scoperte di nuovi giacimenti e nuove scorte, sia dal crescente prezzo di estrazione e di produzione del petrolio che si riflette sul prezzo finale.In particolare l’aumento della produzione petrolifera sarà sempre più determinato dall’apporto di paesi non-OPEC, o di paesi OPEC situati al di fuori della classica regione di produzione (Medioriente e Golfo Persico). Ciò è dovuto al fatto che negli ultimi anni si sta assistendo all’estrazione di petrolio “non classico” (cioè non il solito petrolio che si trova a bassa profondità sotto i deserti). In particolare i settori in maggiore evoluzione sono-         petrolio artico (estratto sotto i ghiacci artici). Principale paese coinvolto: Russia.-         petrolio deepwater (estratto dai fondali oceanici). Golfo del Messico e Brasile.-         petrolio “pesante” (ad alto contenuto di zolfo). Venezuela-         sabbie bituminose. CanadaIn tutti questi casi i costi di estrazione e raffinazione, nonché i costi dei macchinari e delle tecnologie sono nettamente superiori a quelli del petrolio “classico” e le rese economiche sono generalmente inferiori.


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Submitted by simone_malacrida on Sun, 18/11/2007 - 15:29.

simone_malacrida | Tue, 20/05/2008 - 12:06

La maggioranza delle stime sulle riserve petrolifere mondiali si basa su dati non certi, in quanti primari paesi produttori come l'Arabia Saudita, l'Iraq, l'Iran e la Russia non forniscono alcun tipo di dato sullo stato di sfruttamento degli attuali pozzi nè sulle riserve dei nuovi pozzi scoperti. Da qui forse nasce il più grande dubbio: quanto petrolio c'è? Per alcuni ne rimangono 2 trilioni di barili (ne abbiamo consumato 1 trilione di barili fino al 2005), per altri addirittura 20 trilioni.


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simone_malacrida | Thu, 27/12/2007 - 23:25

I maggiori produttori mondiali di petrolio (in % sulla quota mondiale)
Arabia Saudita 13.2
Russia 12
Stati Uniti 7.8
Iran 5.2
Messico 4.8
Cina 4.7
Venezuela 4.1
Canada 3.6
Norvegia 3.5
Nigeria 3.4


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