Un approccio alternativo a quello di incrementare la produzione di energia, è sicuramente quello di utilizzare meglio l'energia già prodotta.
Tutte le politche volte a minimizzare gli sprechi e massimizzare le rese energetiche vanno sotto il nome di "energy saving".
L'importanza strategica di questo approccio è stata ultimamente sottolineata sia da messaggi rivolti al grande pubblico (pensiamo alla pubblicità dell'Enel o di Eni a riguardo) sia da tematiche specialistiche. Ad esempio la Roadmap of Nanotechnology, Section Energy emessa dalla Commissione Scientfica dell'Unione Europea all'inizio del 2005, dedica un'intera sezione a questa problematica.
L'apporto di nuovi materiali e di nuove tecnologie giocherà un ruolo fondamentale al fine di intraprendere con successo questa soluzione. In tal senso, la ricerca di base e la ricerca industriale si stanno già muovendo per utilizzare fin da subito le prime applicazioni.
Per fare comprendere l'importanza di tutto questo, uno studio della Nichia Corporation ha messo in luce come se si sostituissero tutte le lampade ad incandescenza con LED a luce bianca (che hanno efficienze e durate maggiori e sono commercialmente concorrenziali) si avrebbe un risparmio energetico che, per la sola città di Tokyo, sarebbe equivalente alla costruzione di 2 nuove centrali di media potenza (400 MW a centrale).
L'approccio dell'energy saving è anche studiato per migliorare l'uso di batterie sostituendo gradualmente le batterie al litio con batterie in nanomateriali che sfrutteranno energia solare ed energia elettrica in modo combinato.
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simone_malacrida | Tue, 29/07/2008 - 11:29
Un grande aiuto all'approccio dell'energy saving potrebbe arrivare dalla diffusione dei concetti e dei principi della DOMOTICA applicata a livello domestico e di ufficio.
Per avere una buona panoramica su tutto il mondo della Domotica ecco i link alla pagina Wikipedia e al sito italiano dedicato a questo settore
http://it.wikipedia.org/wiki/Domotica
http://www.domotica.it
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»simone_malacrida | Wed, 30/04/2008 - 11:33
E' stato calcolato (fonte: interviste e dichiarazioni di Paolo Scaroni, Amministratore Delegato di ENI) che se il parco macchine americano avesse consumi paragonabili al parco macchine europeo (attualmente una macchina circolante in USA consuma molto di più di una circolante in Europa) si potrebbero risparmiare 4 milioni di barili di petrolio al giorno, pari alla produzione giornaliera dell'Iran o al doppio della produzione della Libia. Se poi l'intero parco macchine di Europa, USA, Canada, Giappone e Australia avesse consumi di carburante con una media di 17 Km al litro (cosa già fattibile con le attuali tecnologie) il risparmio salirebbe a 10 milioni di barili di petrolio al giorno, pari alla produzione dell'Arabia Saudita (primo produttore mondiale).
Considerando che questi dati si riferiscono solo al carburante, senza coinvolgere altri aspetti di energy saving (l'efficienza energetica, il risparmio di energia elettrica etc), si capisce l'enorme spazio che questo approccio può avere nell'immediato futuro.
Ha senso continuare a consumare in modo irrazionale risorse e materie prime che costano sempre di più senza che ciò porti un reale miglioramento del nostro stile di vita?
Ha senso continuare a fare ciò, sapendo delle conseguenze climatiche che si potrebbero?
Ma, molto più semplicemente, tutto ciò ha un senso economico, a cominciare dal nostro singolo portafoglio?
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