Nel Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 collegato alla Finanziaria 2009 spiccano elementi contradditori nell'ambito del mondo dell'Università e Ricerca, e della produzione di Energia.
Il Decreto vuole aumentare la competitività, e questo si può fare solo incrementando il capitale umano nel mondo della ricerca. Questo obiettivo è stato decretato nell'Agenda di Lisbona già nel 2000. Tuttavia gli Enti di Ricerca non sono risparmiati da vincoli sull'assunzione in relazione alle dismissioni avvenute nell'anno precedente. Il Decreto ordina che sia definita la "Strategia energetica nazionale", tuttavia prima che questa sia approntata esso liberalizza la "realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare". Il Decreto, ancora, impone un risparmio sul Fondo di Finanziamento Ordinario delle Università a danno degli scatti automatici di stipendio dei professori, tuttavia invece di utilizzare tali risorse per reclutare nuovi ricercatori o fondi di ricerca esso le destina al capitolo "Entrate varie ed eventuali" del Tesoro. Ancora, il Decreto incrementa l'autonomia degli Atenei offrendo l'opportunità di diventare Fondazioni, tuttavia non si specificano vincoli chiari tra il finanziamento attribuiti e l'eccellenza della ricerca prodotta, e non garantiscono risorse aggiuntive per il diritto allo studio in previsione di una differenziazione delle rette universitarie.
Le riforme per lo sviluppo economico e la competitività non ammettono mezze misure, incertezze e contraddizioni. L'Associazione Italiana per la Ricerca sostiene l'urgenza delle riforme, ma ribadisce che è necessario che siano eliminati i vincoli di reclutamento negli Enti di Ricerca, e che ulteriori risorse siano attribuite agli Atenei per l'assunzione di ricercatori e lo sviluppo di programmi di ricerca. Osserva come sia la Costituzione che impone che sia garantito il diritto all studio degli studenti meritevoli e come gli strumenti previsti non siano adeguati. Per quanto riguarda l'Energia, solo una valuazione a monte che tenga conto dell'analisi costi, rischi e benefici può consentire di stabilire se l'Italia può o meno fare ancora meno del nucleare.
In breve, le strategie devono precedere le azioni, e non il contrario.
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| Decreto_Legge_n._112_del_25_giugno_2008.pdf | 501.21 KB |