Bologna - 7 Settembre 2008 Negli ultimi giorni abbiamo assistito alle convention dei due maggiori partiti americani in vista delle prossime elezioni di novembre per la carica di Presidente degli Stati Uniti. Entrambi i candidati hanno messo come punto centrale del proprio programma la costituzione di un piano energetico nazionale con una prospettiva almeno decennale. Sia che vinca Barack Obama sia che trionfi John McCain, la direttiva energetica americana è chiara: produrre maggiore energia a livello nazionale dipendendo meno dall'approvvigionamento proveniente da paesi esteri. Ciò sarà raggiunto tramite lo sfruttamento delle tecnologie a carbone pulito, la costruzione di nuove centrali nucleari, ma soprattutto tramite un investimento notevole in fonti di energia rinnovabili, dal solare all'eolico, dal geotermico agli incentivi per le auto elettriche, passando per il miglioramento dell'efficienza degli attuali sistemi e per la riduzione degli sprechi. L'unico punto di disaccordo riguarda la necessità di procedere allo sfruttamento dei giacimenti petroliferi nel Golfo del Messico e dell'Alaska per eliminare totalmente la dipendenza dal petrolio mediorientale.
D'altro canto, la situazione italiana non è così chiara. Il Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 collegato alla Finanziaria 2009 dà il via libera ad una "Strategia energetica nazionale" senza che sia attuata un'apposita condivisione delle linee guida a livello di politica nazionale, di confronto con gli esperti del settore, di integrazione con gli investimenti industriali e di accordi con gli Enti locali. Inoltre, sono ben note le divergenze di opinione su alcune tematiche strategiche a livello energetico e, se si vuole veramente definire una strategia nazionale per i prossimi anni, bisognerebbe che la stessa non sia sottoposta a revisioni dovute a cambiamenti di maggioranza politica o di scarso coordinamento con Enti locali.
L'Associazione Italiana per la Ricerca è ben conscia che la definizione di un adeguato programma energetico è di fondamentale importanza per i prossimi decenni in termini di crescita economica nazionale, creazione di posti lavori e miglioramento della qualità della vita. In merito a ciò, auspica che siano superate al più presto divergenze ideologiche e prese di parte e che si possa intraprendere un serio confronto a livello politico, industriale e sociale circa le tematiche energetiche considerando anche i vincoli dettati da direttive dell'Unione Europea. Inoltre, l'Associazione rimarca che la Ricerca e le Università dovranno svolgere un ruolo chiave nell'innovazione da apportare a questo settore e quindi saranno accolte con favore tutte quelle iniziative legislative che permetteranno una maggiore sinergia tra apparato industriale e mondo accademico.
Simone Malacrida (CdA AIR)