Bologna, 9 Settembre 2008
Egregio Commissario,
l'AIR – Associazione Italiana per la Ricerca – Le scrive per cercare di sensibilizzarLa su un problema di cui si stanno occupando da tempo le più illustri e note personalità italiane: quello della meritocrazia. In un momento storico in cui da più parti, sociali, industriali e politiche, si riconosce pubblicamente la necessità di introdurre meritocrazia e competenza nel sistema universitario italiano, e di conseguenza in quello produttivo, l'AIR è convinta che Lei possa fare qualcosa di concreto al riguardo.
Contrariamente a quanto viene spesso sostenuto, anche da fonti di
prestigio, la nostra Associazione è convinta che l'introduzione della
meritocrazia nell'università italiana non debba necessariamente
passare da nuove regole di reclutamento. Basterà semplicemente
applicare quelle esistenti.
In altre parole, al momento della valutazione dei candidati, caro
Commissario, Lei avrà il coraggio, l'onestà intellettuale e la
rettitudine morale di promuovere il concorrente più meritevole?
Non solo cio' è logico e giusto, ma soprattutto è coerente con la
missione dell'Università: portare l'asticella della conoscenza sempre
un po' più in alto, forgiando generazioni di docenti ognuna delle
quali sia migliore della precedente.
Purtroppo accade di frequente che i docenti universitari riproducano
se stessi, e, dispiace constatarlo, al ribasso. Questo porta al
rischio che le nuove generazioni di docenti siano in media meno
preparate di quelle precedenti, perché ai criteri di valutazione
dell'eccellenza dei candidati si sono sostituite progressivamente
considerazioni di parentela, convenienza, amicizia, accordi e favori
incrociati, senza dimenticare distorte visioni di pretesa
pianificazione per settori disciplinari. Il risultato di questo stato
di cose è che molti bravi e motivati giovani preferiscono andare
all'estero, lasciando campo libero ai più "pazienti", ovvero a chi è
interessato al "posto di lavoro" più che a realizzare un reale
avanzamento nella conoscenza. Di questo fenomeno stanno già
cominciando a fare le spese gli studenti, la cui preparazione è in
costante declino da vari anni, ed in poco tempo questo scompenso si
trasferirà in modo permanente in tutti i gangli nevralgici della
società italiana.
Perciò, egregio Commissario, mentre valuterà le prove di esame dei
candidati, La esortiamo ad ascoltare la Sua coscienza. Non è
necessario cambiare lo stato giuridico dei docenti per migliorarne la
qualità. Può essere Lei, facendo semplicemente il Suo dovere, ad
introdurre realmente la meritocrazia in Università. Non si faccia
sfuggire questa occasione.
A. Fraleoni Morgera, Presidente AIR