Blocco Assunzione Ricercatori: Italia indietro a tutta

Bologna 1 Ottobre 2008 - L'Associazione Italiana per la Ricerca chiede al Governo di istituire al più presto un canale di immissione straordinaria di ricercatori mediante una selezione internazionale per supplire la gravissima mancanza di turnover nel comparto Ricerca. La recente legge che mette un tetto al turnover del 20% (un ricercatore assunto ogni 5 docenti pensionati) e l'annullamento della stabilizzazione previsto nel DdL 1441, senza una contropartita di nuove immissioni in organico basate sul merito,  provocheranno una irreversibile emorragia di risorse fresche dal nostro sistema culturale ed economico a beneficio degli altri Paesi. L'anno scorso l'Italia ha investito in Ricerca di base quanto la Rai per gli Highlights della Serie A, e questo blocco causa in 5 anni una perdita di posti di lavoro doppia rispetto a quella di Alitalia.
Senza una prospettiva, circa 10000 giovani ricercatori precari dovranno quasi da subito trovare una nuova occupazione o un altro Paese per proseguire la propria attività di ricerca, rendendo impossibile il raggiungimento dell'obiettivo di Lisbona 2000 di formare in Italia la propria quota percentuale dei 700.000 nuovi ricercatori previsti nei 10 anni seguenti. Il blocco della didattica che si sta diffondendo a Firenze, Pisa, Torino, Cagliari, Università
della Calabria, Palermo e Bari e le agitazioni dei precari del CNR sono segnali che testimoniano la gravità della totale mancanza di prospettive per la ricerca e l'economia italiana.
A seguito dell'immissione straordinaria che l'Associazione chiede sarà necessario elaborare una programmazione di immissione a cadenza semestrale come avviene in altri Paesi mediante selezioni trasparenti e razionali.

Aggiornamento sotto ore 22 del 1 Ottobre: il Governo modifica l'articolo 37.


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DdL1441-EmendamentoArt37.pdf319.49 KB

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