Finite le emergenze comincino i concorsi, la valutazione e i finanziamenti

Bologna, 10 Novembre 2008 - L'Associazione Italiana per la Ricerca
accoglie con favore la necessaria variazione sui tagli delle piante
organiche contenuta nel decreto legge varato dal Governo in base al
quale gli Enti di Ricerca  non dovranno più ridurre del 10% le piante
organiche e lo sblocco delle assunzioni di ricercatori. Anche il
sorteggio dei commissari da una rosa selezionata per elezione va nella
direzione di una maggiore oggettività dei concorsi, nonostante sia
l'introduzione di sistemi con una retroazione nei finanziamenti il
principale fattore di virtù. Secondo il nuovo decreto, che stanzia 150
milioni di euro per favorire il turn over, le universita' potranno
anche decidere di fare entrare solo giovani ricercatori arrivando
quindi a 2 giovani ricercatori per ogni docente in pensione. Almeno il
60% delle assunzioni devono essere destinate ai nuovi ricercatori e le
universita' che rinunceranno a trattenere i docenti oltre i 70 anni di
eta' possono raddoppiare il numero dei posti per ricercatori, una
misura in accordo con quanto suggerito da tempo da AIR.
Per quanto riguarda l'attribuzione di 500 milioni di Euro alle
migliori università, occorre rammentare che è urgente che sia
ripristinato l'iter di costituzione dell'ANVUR creata dal precedente
Governo affinché l'attribuzione sia attuata da un soggetto non
beneficiario degli incentivi, e che questo non può ritenersi in ogni
caso come una compensazione ai tagli a Istruzione, Università e
Ricerca già decretati dal Governo. La mancanza attuale di regole
trasparenti e di valutatori esterni compromette in ogni caso l'esito
della distribuzione di queste risorse in base ai reali meriti e dovrà
essere sanata. E'  apprezzata l'esclusione degli Enti di Ricerca dal
blocco delle assunzioni, ma adesso occorre che i nuovi concorsi siano
programmati rigorosamente e rapidamente, con una cadenza regolare come
avviene ad esempio in Francia. E' in ogni caso arrivato il momento di
ridiscutere l'opportunità dell'applicazione del Decreto Cassese del
1993 al comparto della Ricerca.
L'Associazione Italiana per la Ricerca auspica che la fase delle
misure di urgenza  termini con la messa a bando di nuovi posti da
ricercatore e si apra un ampio dibattito pubblico sulla programmazione
di medio e lungo periodo, con particolare riferimento alla missione
degli Enti di Ricerca, ai nodi del decentramento delle sedi
universitarie e al posizionamento anche economico dell'Italia nella
Società della Conoscenza in Europa e nel mondo.



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