Milano, 22 Aprile 2009 - Se guardiamo al futuro energetico a livello mondiale, i numeri ci dicono che l’attuale panorama non cambierà più di tanto. Il gas
naturale supererà il petrolio come prima fonte energetica, le energie
rinnovabili vedranno un tasso di crescita enorme ma non da spodestare
il “predominio” dei combustibili fossili. Ciò implicherà una diversa
geopolitica mondiale e una differente distribuzione delle ricchezze
economiche e minerarie. In questo panorama sembra non esserci spazio per portare dei cambiamenti significativi al futuro energetico.
In realtà così non è. L’energia è la base stessa della vita, il motore
dal quale tutto trae origine, il principale responsabile delle
condizioni contingenti di ogni essere umano. Dall’energia dipende la
qualità della vita e il grado di avanzamento di una società.
Se la problematica energetica viene considerata in questa nuova luce,
si può comprendere come il futuro energetico deriva essenzialmente
dalle abitudini quotidiane e dagli stili di vita di ognuno di noi.
Proprio per questo è necessaria una generale presa di coscienza
individuale e collettiva al fine di contribuire, responsabilmente e in
maniera condivisa, al futuro scenario energetico mondiale.
Perché, in fin dei conti, la questione energetica mette in gioco il
futuro dell’umanità e del pianeta Terra, perché, come ricordava
Einstein nel suo testamento spirituale, sta a noi scegliere se aprire
una via per un nuovo paradiso, perché al di là di ogni possibile ed
ulteriore considerazione, saranno le future generazioni a subire le
drammatiche conseguenze della nostra rozzezza o a beneficiare della
nostra lungimiranza.
Simone Malacrida
Vice Presidente dell’Associazione Italiana per la Ricerca