Le proposte di AIR per la riforma del sistema universitario

Bologna, 12 Ottobre 2009 - L'avvio della riforma del sistema univerisitario da parte del Governo è stata annunciata per la fine di Ottobre. Ecco le proposte di AIR al Ministero della Ricerca e al Ministro: in accordo con i principi di un percorso di carriera omogeneo, trasparente e basato su una selezione meritocratica, con speciale riferimento allo sviluppo di un codice etico che sia applicato per rimuovere tutti i conflitti di interesse tra membri di qualsiasi commissione e i soggetti della valutazione.

Il male per antonomasia delle Università italiane è considerato l'elevata età media dei docenti (che attualmente veleggia verso i 56 anni di età). Di converso negli Atenei sono attualmente al lavoro, in ruoli di ricerca o didattica non formalizzati da incarichi a tempo indeterminato, non meno di 50.000 persone altamente qualificate (cioè che hanno conseguito quantomeno la laurea vecchio ordinamento o specialistica, ed in genere un dottorato), più almeno altre 15.000 negli altri enti di ricerca pubblici. Questi numeri, con le persone che li compongono, sono una potenziale bomba ad orologeria in termini di pressione per un'assunzione di tipo "Ope Legis" (con le conseguenze che provvedimenti di questo genere comportano nel medio-lungo termine sia sul fronte della qualità del personale assunto che su quello dell'impossibilità per le generazioni seguenti di accedere ai ruoli). D'altra parte, molte di queste persone sono realmente competenti e capaci e rappresentano uno straordinario serbatoio di opportunità per il Paese. Occorre quindi garantire un accesso più precoce e selettivo alla carriera universitaria, e allo stesso tempo creare le condizioni perché l'avanzamento di grado nella docenza rappresenti non un riconoscimento di anzianità, ma di qualità, competenza e professionalità.

Per ottenere questi risultati AIR presenta una serie di proposte mirate ad una selezione dei docenti basata su criteri trasparenti di competenza, talento e voglia di fare, in linea con le raccomandazioni della Carta Europea dei Ricercatori. A differenza degli altri Paesi europei, in Italia, a distanza di quattro anni, non è ancora iniziata l'implementazione della Carta. Il problema, più che normativo, è economico. Infatti la Carta Europea dei Ricercatori non prevede per ricercatori post-doc borse di studio con un trattamento come quello previsto per gli assegni di ricerca, che tuttavia consentono una spesa minore del 50% rispetto ai contratti da ricercatore dipendente che la Carta Europea prescrive per tutelare la professionalità e la dignità dei ricercatori. E' chiaro che un adeguamento tout court degli attuali compensi ai livelli auspicati dalla Carta metterebbe in ginocchio il sistema ricerca. D'altra parte è evidente che sia necessario tutelare i ricercatori secondo le linee guida tracciaate dall'Europa, e questo si può fare per esempio attraverso un primo stadio normativo che preveda forti sconti fiscali mirati ad agevolare l'assunzione dei Ricercatori da parte di Enti e Atenei. Se un processo del genere non si verificherà, la classe docente universitaria, e quindi i ricercatori, si impoverirà gradualmente dei suoi migliori cervelli, che sempre più verranno attratti dai Paesi in grado di offrire loro migliori condizioni stipendiali e di lavoro.

Le proposte AIR, oltre ad essere improntate alla massima trasparenza del processo di selezione, vogliono evitare questo drenaggio di talenti dal sistema universitario, attraverso la garanzia di un accesso al ruolo docente regolato solo dalle capacità e dalla competenza dei candidati, in un'ottica di premio (l'accesso al ruolo) temporalmente vicino al merito conseguito (in termini di competenze e di produttività scientifica e didattica).

 

Scarica le proposte qui sotto.


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