Roma, 10 Febbraio 2010 - Riprende il dibattito sul Disegno di Legge
1905 di Riordino dell'Univerisità in Parlamento: AIR, oggi in
audizione presso la Commissione Cultura del Senato, esprime
soddisfazione sui principi di responsabilità, autonomia, trasparenza e
riconoscimento del merito che ispirano la nuova governance e il
diritto allo studio, mentre non nasconde forti perplessità sulla
mancanza di un progetto quantitativo a sostegno della nuova struttura
di carriera dei ricercatori dopo il dottorato.
«I principi sono quelli che proponiamo da anni e che sono sostenuti da
una gran parte dei giovani, a prescindere dagli schieramenti politici.
Tuttavia ci sono delle gravi insidie» commenta Enrico Prati,
Segretario dell'Associazione. «Alcune vengono dall'esterno: prima di
tutto poste da chi teme di cambiare lo status quo nei meccanismi di
potere; poi da chi spera di cogliere l'occasione per conseguire
interessi particolari, promozioni e idoneità automatiche, o ribassi
sulle soglie di merito. Altre insidie sono nascoste nel testo stesso e
sono costituite da alcuni elementi indefiniti o contraddittori sul
capitale umano che non possono essere accettati.»
«Abbiamo pungolato la Commissione» aggiunge Sergio Callegari, del CdA
«visto che ancora non è stato fatto riferimento a scenari quantitativi
precisi». AIR rileva infatti che non è dato sapere quale sia il
rapporto auspicato tra ordinari, associati e ricercatori, a quale
quota di ricercatori a tempo determinato si intende dare la
possibilità di un ingresso in ruolo e così via. Giudicare e fare
proposte su dei meccanismi, senza avere in vista gli obiettivi è
impossibile. Dalle prime simulazioni di AIR, pare che l'organico sia
comunque destinato ad una diminuzione, e questo è irragionevole visto
che già ora l'Italia ha un rapporto tra docenti e studenti inferiore
alla media OCSE. Senza un solido progetto finanziario, questo riordino
può produrre ugualmente dei benefici come anche dei gravi danni a
tutto il sistema. Nella forma prevista dal Disegno di Legge gli
Assegni di Ricerca violano la Carta Europea del Ricercatore, poiché si
stabilirebbe per legge una disparità di trattamenteo economico e
previdenziale rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato. In ogni
caso AIR è soddisfatta che la discussione vada avanti a tutto campo
senza rinunciare agli aspetti di semplificazione organizzativa, come
ha confermato lo stesso Sen. Possa, Presidente della Commissione.