Bologna, 30 Luglio 2010 - Ad ogni tornata di concorsi universitari assistiamo al riaccendersi del dibattito su quali possano essere le migliori regole per assicurare concorsi universitari che premino davvero i migliori candidati.
Puntualmente, il Ministro dell’Università di turno, affiancato dai migliori specialisti del settore (tutti Professori Ordinari) propone una nuova ricetta… che, alla fine dei conti, riproduce il perpetuarsi della tristissima usanza, tutta italiana, dei concorsi a “candidato vincente già noto”. Qualsiasi nuovo regolamento universitario viene rapidamente aggirato. Se chi valuta le candidature non è in buona fede, qualsiasi nuova formulazione del processo di reclutamento è destinata a cadere nel vuoto.
La cosa più triste è che chi in privato si adopera per “accomodare” i concorsi, in pubblico dice di avere a cuore la qualità dell’insegnamento e della ricerca universitaria, la missione del servizio pubblico, il futuro dei giovani...
La proposta di AIR per cambiare le cose
L’art. 51 del Codice Civile stabilisce che esistendo una causa di incompatibilità tra i componenti della Commissione che giudica i candidati, ed anche uno solo di essi, il Commissario è obbligato ad astenersi dal giudizio. In caso contrario il concorso non è valido. Ma come potrebbe essere considerato valido ed oggettivo il giudizio di un Commissario su un candidato che sia co-autore di titoli e pubblicazioni su cui compare il nome del Commissario stesso? Potrà mai costui dare un cattivo giudizio su lavori che sono anche i suoi? O su un candidato che il docente ha sotto contratto, dal quale dipende il proseguimento di una parte della propria attività di ricerca? Chiaro che no.
Per raggiungere lo scopo di far rispettare la legge italiana dai Commissari di concorso, AIR ha predisposto una petizione. Con questa petizione AIR chiede all’attuale Ministro dell’Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, e a tutto il Parlamento italiano, di inserire nel ddl sulla riforma universitaria attualmente in discussione un articolo composto da quattro commi, mirati a far riconoscere al Ministero l’invalidità dei concorsi in cui anche un solo Commissario abbia un conflitto di interessi con anche un solo candidato. Puoi trovare il testo dell’articolo proposto qui .
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