Uno dei problemi per richiamare e trattenere bravi ricercatori stranieri in Italia è stato negli ultimi anni, oltre al salario insufficiente, anche il numero di difficoltà da essi incontrati per risiedere nel nostro Paese. Mancati ricongiungimenti familiari, impossibilità di ottenere rinnovi del permesso di soggiorno, ritardi di anni per avere il visto in ingresso. Tutto questo dovrebbe ora avere fine, secondo la nota del Ministero dell'Università. I vincoli della legge Bossi-Fini sull'immigrazione non si applicheranno più. Con la direttiva europea sull'ammissione di cittadini ai fini di ricerca scientifica, gli istituti, potranno stipulare convenzioni per gli stranieri, e chiedere il visto per gli stessi, che avranno validita' per il tempo stabilito dal programma di ricerca.
Questo era stato uno dei temi discussi in occasione dell'incontro alla Camera con l'On. Sandro Gozi. In tale senso è necessario continuare il percorso, dotando l'Unione Europea delle Blue Cards Europee che sopravvengano gli ordinamenti nazionali in materia di immigrazione di capitale umano altamente qualificato, fungendo da sistema di garanzia per l'immigrazione sul suolo comunitario dei paesi aderenti.
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simone_malacrida | Fri, 22/02/2008 - 21:27
In effetti il decreto legislativo 17/2008 firmato ieri dai ministri per le Politiche
europee e dell'Interno (di concerto con Affari esteri, Economia,
Giustizia, Solidarietà Sociale, Università e Ricerca) recepisce la
direttiva europea 2005/71 secondo cui i ricercatori stranieri non saranno
assimilati ai cittadini extracomunitari in termini di immigrazione
(legge Bossi-Fini).
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