Energia e Ricerca

on pension expense will increase

trying to find an alternative investment channels, so be prepared to
support the development of the euro .


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Submitted by jimmy18 on Wed, 04/01/2012 - 08:06.

Geotermia

Un interessante link che riporta dati sull'energia geotermica del dipartimento di energia degli USA è il seguente http://www1.eere.energy.gov/geothermal/egs_technology.html
In particolare, vi è un report del MIT del tutto simile a quello già segnalato sull'energia nucleare http://www1.eere.energy.gov/geothermal/future_geothermal.html

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Submitted by simone_malacrida on Mon, 21/07/2008 - 11:20.

Energia e complessità

La questione energetica si scontra con due problematiche del tutto particolari: la complessità e la durata. La complessità è dovuta dai moltissimi parametri che entrano in gioco e che modificano le cause e le conseguenze di ogni scelta a livello di energia. La durata è strettamente connessa con i cicli di lungo periodo della politica energetica che si possono quantificare in circa 40 anni, decisioni prese ora si rifletteranno nei prossimi decenni e sulle prossime generazione. Questi aspetti sono stati magistralmente esplicitati da Giovanni Longo che ha aperto il Festival dell'Energia con la sua Lectio Magistralis. Per maggiori informazioni http://www.festivaldellenergia.it

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Submitted by simone_malacrida on Tue, 20/05/2008 - 12:08.

Politica energetica europea

Nel 2020 più del 50% di tutte le centrali europee per produrre energia elettrica avrà più di 30 anni, cioè oltre il ciclo medio di vita di questi impianti. E' necessario fin da subito un coordinamento continentale per questa immensa opera di infrastrutture. Non solo tale coordinamento manca, ma non vi è neppure una politica energetica europea, visto che i singoli paesi si orientano a livello nazionale e con mix energetici del tutto particolari.

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Submitted by simone_malacrida on Tue, 20/05/2008 - 12:08.

Intreccio tra crisi energetica presente e crisi alimentare montante

Sembra che la crisi energetica di questo periodo si stia intrecciando sempre più strettamente con quella alimentare, che sta salendo agli onori della cronaca in questo periodo (ma cova da tempo).

Al
proposito segnalo un articolo a mio parere interessante, forse un po'
allarmistico, ma a mio parere con qualche elemento di fondatezza.

http://www.effedieffe.com/content/view/2852/179/

 

Sarebbe interessante avere un feedback dai lettori di questo forum.

 

Alessandro


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Submitted by Alessandro on Mon, 21/04/2008 - 11:43.

Utilizzo dell'energia prodotta

L'energia prodotta a livello mondiale è per lo più utlizzata nei seguenti settori- settore residenziale (riscaldamento) compresi uffici ed esercizi pubblici, commerciali e industriali- settore dei trasporti (combustibile per automobili, navi, sommergibili, aerei, elicotteri, treni, veicoli spaziali)- settore di produzione dell'energia elettrica Il primo settore è chiaramente dominato dai combustibili fossili (gas, carbone e derivati del petrolio) che assieme coprono più del 95% del fabbisogno mondiale.Il secondo settore è quasi esclusivamente dominato dai derivati del petrolio (benzina, cherosene, nafta, diesel). Solo in piccola parte di possono annoverare l'uso del GPL e dei biocarburanti (circa 2-3%) mentre l'utilizzo dell'energia nucleare e dei gas liquido come l'idrogeno è limitato a mercati di nicchia (sommergibili e veicoli spaziali).Il terzo settore dipende dall'80% dai combustibili fossili (gas, carbone, petrolio), dal 14% da energie rinnovabili e dal 6% dall'energia nucleare. 


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Submitted by simone_malacrida on Sun, 09/03/2008 - 13:04.

Rubbia ad Anno Zero del 14/02/08: la ricerca sull'energia (e non solo)

Ho appena finito di vedere la puntata di Anno Zero condotta da Santoro: tra i vari ospiti il Prof. Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica.
Le sue risposte alle varie domande dello studio e del conduttore sono state semplici e ben focalizzate, sostanzialmente ha cercato di comunicare un messaggio ben preciso nonostante si saltasse da un argomento all'altro con fin troppa facilità. Ciò che è emerso dall'intervento di Rubbia è probabilmente quello che molti di noi (se non praticamente tutti) pensano. Ammetto che sentir dire proprio quello che avrei voluto, una volta tanto, è stato piacevole.
Sul problema dell'energia in Italia e sulla possibile soluzione incentrata sull'impiego del Nucleare ha detto:
- "In un paese come l'Italia, investire in una centrale nucleare significa bloccare svariati milioni di euro per ALMENO 10 anni (invece dei 5 che mediamente ci mettono altri paesi per costruire un impianto). Serve poi aspettare 30-40 anni per recuperare l'investimento. Non c'è nessuno che ci metterebbe una lira a queste condizioni. Inoltre il problema delle scorie nucleari è assolutamente rilevante, la situazione campana dei rifiuti non lascia presagire buone possibilità di gestire una questione così delicata. Tralatro è stato recentemente BOCCIATO un progetto di ricerca e sviluppo di un processo adeguato di combustione di questo tipo di scorie."
-"Non c'è solo il Nucleare, ci sono la Geotermia, le Biomasse e tante altre forme di energia alternativa che potrebbero essere incentivate e sviluppate. Per fare ciò SERVE INVESTIRE NELLA RICERCA E NELLO SVILUPPO. Bisogna raccogliere gente, gruppi di lavoro, pagarli per farli lavorare su queste tematiche innovative. L'Italia invece non fa altro che colare a picco nella classifica degli investimenti in R&S non solo a livello europeo ma direttamente a livello mondiale (si prenda l'India come esempio). E' necessario INVESTIRE in questi nuovi campi per cercare soluzioni innovative ed ITALIANE per potersi poi proporre sui mercati con qualcosa di nuovo ed interessante. Servono FONDI per la R&S per rilanciare il paese.
Cosa fa invece un governo appena sale? Taglia i fondi a ricerca ed università."
Sull'Universita:
- In Italia è necessario riformare profondamente l'Università, ridurne drasticamente il numero e puntare alla privatizzazione degli atenei sullo stile americano. In questo modo si instaura un meccanismo di meritocrazia, si fa ricerca ad alti livelli e si trovano gli stimoli per lavorare al massimo. (L'On. Casini propone inoltre il numero chiuso e Rubbia non sembra essere in disaccordo).
Tutti in studio apprezzano, appoggiano e banalmente annuiscono.
Dove sono Energia, Ricerca, Sviluppo nelle campagne elettorali di Berlusconi e Veltroni? Non ci sono. Si parla di tutt'altro. Invece di sbloccare un paese congelato da decenni si pensa a mettere delle toppe alla situazione economica PESSIMA degli italiani con bonus economici, incentivi, asili nido gratuiti e fantomatici tagli di tasse.
Nel mondo lo hanno oramai capito tutti che senza l'ENERGIA E L'INNOVAZIONE non si va da nessuna parte. Alla prima occasione me ne andrò da qualche altra parte anche io.

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Submitted by luca_lamagna on Fri, 15/02/2008 - 00:55.

Energia e ambiente

L'impatto ambientale degli impianti di produzione dell'energia è sicuramente uno degli aspetti fondamentali da considerare nella scelta di una tipologia di fonte energetica.


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Submitted by simone_malacrida on Wed, 16/01/2008 - 12:51.

Riferimenti bibliografici

Idrogeno - Rifkin


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Submitted by simone_malacrida on Thu, 20/12/2007 - 10:49.

Idrogeno: il paradigma secondo Rifkin

2050, per Rifkin l'anno dell'idrogeno

“Il passaggio all’idrogeno sarà la terza grande rivoluzione industriale dell’epoca moderna”.


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Submitted by simone_malacrida on Thu, 20/12/2007 - 10:40.

Energia nucleare

La quota di energia mondiale prodotta tramite l'uso del nucleare è di circa il 6%. Questo dato è sensibilmente inferiore se confrontato con la percentuale legata a combustibili fossili (80%) o energie rinnovabili (13%). Solo alcuni paesi (come la Francia) hanno puntato sul nucleare come una fonte primaria di energia mentre, come è noto, l'Italia totalizza lo zero per cento dopo la vittoria referendaria del no al nucleare.
L'energia nucleare è ritenuta per molti versi "alternativa" a quella prodotta dai combustibili fossili.


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Submitted by simone_malacrida on Tue, 18/12/2007 - 10:21.

Domanda mondiale di petrolio 2007 e 2008

IEA rivede al ribasso domanda petrolio del 2007 L'IEA, l'Agenzia Internazionale per l'Energia ha rivisto al ribasso le stime per la domanda globale di petriolio nel 2007 di 60.000 barili al giorno. Un report stima infatti una domanda giornaliera pari a 88,7 milioni di barili. L'agenzia ha comunque rivisto al rialzo le stime relative al 2008 di 115 mila barili a 87,8 milioni di barili al giorno. STIME 2007: 88,7 milioni di barili al giornoSTIME 2008: 87,8 milioni di barili al giorno.


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Submitted by simone_malacrida on Fri, 14/12/2007 - 13:18.

Fonti energetiche rinnovabili

Con l’aggettivo “rinnovabile” si intende una fonte energetica che non dipende dall’approvvigionamento di un particolare materiale (ad esempio il petrolio, il gas, il carbone o l’uranio). Pertanto nel panorama energetico, le fonti energetiche rinnovabili possono essere sommariamente elencate in


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Submitted by simone_malacrida on Sat, 08/12/2007 - 11:43.

Carbone

Il carbone è stato la principale fonte energetica legata allo sviluppo della prima rivoluzione industriale. Per tale motivo storico potrebbe sembrare che, attualmente, il carbone non sia più così tanto importante per la produzione di energia elettrica. Invece negli ultimi 30 anni la percentuale di energia elettrica mondiale prodotta utilizzando il carbone è rimasta stabile ed attorno ad una quota del 25% (tanto per fare qualche raffronto il nucleare è al 6%).


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Submitted by simone_malacrida on Sun, 02/12/2007 - 16:16.

L'approccio dell'energy saving

Un approccio alternativo a quello di incrementare la produzione di energia, è sicuramente quello di utilizzare meglio l'energia già prodotta.


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Submitted by simone_malacrida on Fri, 30/11/2007 - 15:14.

Energia e Ricerca - ipotesi di lavoro

La questione energetica sta assumendo una rilevanza sempre maggiore in un paese come l’Italia che ha impostato il proprio modello di sviluppo su fonti fossili quali petrolio, gas naturale e carbone. La congiuntura internazionale sempre più sfavorevole a causa degli alti prezzi del petrolio; le tensioni geopolitiche tra paesi produttori e di transito; l’aumento del rischio relativo alla sicurezza degli approvvigionamenti; l’appiattimento dell’elemento ciclico della domanda del gas; l’entrata in funzione delle nuove centrali termoelettriche a ciclo combinato sono tutte criticità che hanno messo in discussione l’attuale sistema di approvvigionamento energetico italiano.


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Submitted by comunicazione1 on Thu, 22/11/2007 - 20:31.

Petrolio

Dai dati 2006 della IEA (International Energy Agency) emerge come il petrolio abbia perso negli ultimi 30 anni più del 10% nella produzione generale di energia a livello mondiale (passando dal 45% nel 1973 al 34,3% nel 2004), principalmente a favore del gas naturale.La percentuale di perdita aumenta al 13% nel caso si consideri il petrolio come fonte di combustibile e non come fonte per produrre energia elettrica.Nonostante ciò, l’estrazione, la produzione e la raffinazione di petrolio sono aumentate in termini assoluti in quanto il fabbisogno totale di energia si è sostanzialmente raddoppiato.


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Submitted by simone_malacrida on Sun, 18/11/2007 - 15:29.

Il settore energetico come "cuore" dell'economia

In Italia, la società a maggior capitalizzazione quotata in Borsa è ENI.Negli USA, tra le prime 20 società quotate a Wall Street, 8 fanno parte del settore energetico.Nel mondo, le 4 società più grandi (PetroChina, ExxonMobil, Gazprom, General Electric) sono legate al mondo dell’energia senza contare che i fondi statali o pensionistici più cospicui (ad esempio Abu Dhabi Investments o il più grande fondo pensionistico norvegese) hanno i loro proventi nel settore energetico.


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Submitted by simone_malacrida on Sun, 18/11/2007 - 15:10.

Gas naturale

Secondo i dati dell’Unione Petrolifera Italiana elaborati nel febbraio 2007, la principale fonte primaria per la produzione di energia in Italia sarà già tra 5 anni il gas naturale che sorpasserà la quota percentuale di energia prodotta dal petrolio.Difatti, sotto opportune ipotesi, mentre il petrolio passerà dal 44,1% nel 2006 al 35,3% nel 2020 della quota di produzione energetica, il gas naturale passerà dal 36,4% al 41% nello stesso periodo.C’è da notare come alcune ipotesi siano già sorpassate (esempio prezzo medio del petrolio nel 2007-2008 di 50$ al barile) e la situazione attuale indichi un’accelerazione del processo citato.


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Submitted by simone_malacrida on Sun, 18/11/2007 - 12:00.

News

Gli utenti sono invitati ad aggiornare il forum con notizie inerenti il tema Energia in Italia e nel mondo.


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Submitted by comunicazione1 on Thu, 15/11/2007 - 11:22.