Idee

Assegnisti licenziati dalla (non-)applicazione della riforma Gelmini

15 Febbraio 2011: A partire dalla scorsa settimana, i ricercatori coinvolti, che per caso si trovavano in questo periodo al momento del rinnovo già autorizzato dai propri dirigenti da mesi, restano senza posto di lavoro da un giorno per l'altro. Questo accade perché gli uffici che dovrebbero dar luogo alle pratiche di rinnovo, come l'Ufficio Concorsi del CNR, non avendo trovato una interpretazione univoca del testo della riforma varata, hanno deciso di bloccare i rinnovi dei contratti in scadenza in attesa di chiarimenti su come bandire quelli nuovi.


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Submitted by comunicazione1 on Tue, 15/02/2011 - 19:50.

Università o Fondazioni?

Il Decreto collegato alla FInanziaria 2009 prevede un articolo per trasformare le Università in Fondazioni.  

Art. 16

(Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università)

1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione è adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed è approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie è trasferita, con decreto dell’Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.

3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.

4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non è ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.

5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.

6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.

7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.

8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.

9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l’equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l’entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.

10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie è esercitata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie è assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.

11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.

12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca nomina un Commissario straordinario senza oneri aggiuntivi a carico del Bilancio dello Stato, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell’ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell’ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.

13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore della presente norma.

14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.


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Submitted by enrico on Wed, 09/07/2008 - 02:42.

Articolo 9 della Costituzione Italiana

Inserito nei principi fondamentali della nostra Costituzione vi è l'articolo 9
"La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica"
A che punto siamo nell'applicazione di tale principio considerato fondamentale dai padri costituenti?
Quale ruolo dovrebbe avere la cultura e la ricerca scientifica nella società e nei programmi di governo?

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Submitted by simone_malacrida on Mon, 28/04/2008 - 16:21.

Presidente AIR il 12 Marzo in diretta WEB da Università Salerno

Il Presidente dell'AIR A. Fraleoni sarà ospite al programma in diretta organizzato dall'Università di Salerno:  "Ho sudato sette camicie per arrivare a firmarne una: la carrierauniversitaria tra merito e precarietà ".E' questo il tema della puntata che andrà  in onda mercoledì 12 marzo alleore 16.00. Interverranno docenti, studenti, professionisti, chiamati aconfrontarsi sulle tappe che costellano la carriera universitaria, tradifficoltà , baronie, favoritismi e accessi negati. Saranno analizzati datie si racconteranno storie intrecciate, confrontate con le carriereuniversitarie d'oltralpe dove per i giovani c'è più spazio. http://www.unisa.it/webradio/ Coordina: Francesco Colucci (UniSa)


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Submitted by enrico on Wed, 12/03/2008 - 02:54.

Anno 2050. Il futuro è....

Vi è una straordinaria sovrapposizione tra l'evoluzione dei trasporti dal 1900 fino al 1970 (le prime automobili, il primo aereo, i primi aerei da combattimento, ai Jumbo della Boeing, le missioni umane nello spazio ,il progetto Concorde, e infine l'uomo sulla Luna) e il picco di produzione di petrolio negli Stati Uniti, che nel 70 era più del 50%. Da quell'anno la produzione è andata calando, fino al ritmo attuale che è di pochi punti percentuali sulla produzione mondiale. Nel 1970, tutti i piu' importanti successi in campo dei trasporti erano stati ottenuti. Se si pensa ai trasporti 40 anni prima del Boeing 747, non si può dire che siano stati fatti progressi se non marginali negli ultimi 40 anni: 40 anni prima dell' A380 si volava su un 747; 40 anni prima del 747 si volava sull'aereo del Barone Rosso. I trasporti hanno visto una ascesa che è andata di pari passo con il ritmo di estrazione di petrolio, necessario per il loro movimento. Tra il 1970 e oggi i trasporti si sono mantenuti sulla quota sempre crescente di produzione di petrolio non USA. Tutti concordano tuttavia che il petrolio arriverà a un massimo di produzione entro il 2015 e forse è già arrivato, dopo il quale il suo prezzo non potrà più scendere. Guardando il prezzo attuale e la domanda dei paesi orientali, viene da pensare che quel momento sia arrivato. Indipendetemente da questo, non fa molta differenza che ciò avvenga quest'anno, o tra 8 anni. Tra il 1950 e il 1970 il mondo occidentale era nel punto di massima salita di un'arco di parabola; tra il 2030 e il 2050 sarà nell'arco discendente di tale parabola. Quale carburante darà energia al mondo di domani? Il mondo non funzionerà come quello di oggi, poiché sarà retto da un sistema economico e sociale basato sullo sfruttamento di altre fonti di energia, e su equilibri di potere diversi. Come sarà dunque il mondo nel 2050? Quali campi del sapere provvederanno nuove risorse? Quali sono i settori su cui scommettere? Il sistema degli scambi internazionali avrà risorse per continuare a sostenere l'economia dei paesi industrializzati? Quale nuova idea o risorsa garantirà una nuova fase di evoluzione che superi l'involuzione che si profila all'orizzonte come un nuovo medioevo?


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Submitted by enrico on Tue, 04/03/2008 - 03:13.

Postare le idee nel Forum.

L'Associazione è aperta alla discussione di tematiche coerenti con i propri principi statutari, che non sono ancora comprese nei temi oggetto dei Gruppi di Studio. Qui e' possibile postare nuove idee riguardo .  I Forum sono moderati. I messaggi giudicati non conformi alla tematica per il contenuto o per il linguaggio potranno essere bannati a insindacabile giudizio dell'AIR.


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Submitted by comunicazione1 on Mon, 19/11/2007 - 02:39.

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